A te il brodo, a me le sagne: comari con tre versi davanti all’altare
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
A te il brodo, a me le sagne: comari con tre versi davanti all’altare
A Scanno e Pescosansonesco due donne giravano l'altare cantando: La notte de Natale, la notte de San Juvenne. Il comparatico nel De Nino del 1879.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Per diventare parenti non serviva un notaio. A Scanno e a Pescosansonesco, racconta Antonio De Nino nel primo volume degli Usi e costumi abruzzesi (Barbèra, 1879), due donne che volevano farsi comari giravano attorno all’altare recitando versi, e il giro chiudeva il patto. De Nino mette la scena nel capitolo dei comparatici che lui stesso definisce «strambi», e riporta la formula:
La notte de Natale,
La notte de San Juvenne,
A te la vrode a mi le segne.
(Canto anonimo di tradizione orale, in Antonio De Nino, Usi e costumi abruzzesi, volume primo, 1879). La notte di Natale, la notte di San Giovanni, a te il brodo e a me le sagne. Le due date sante fanno da testimoni. Il patto si firma col cibo, la minestra divisa in due, metà per una, perché chi spartisce il piatto spartisce la vita, e da quel momento le due donne si devono aiuto e il titolo di comare.
C’era anche una versione da bambine, il comparatico «a ditillo»: si agganciavano i mignoli e si scambiavano i versi della promessa, «Se cummare nce diceme», se ci diciamo comari, con la chiusa che non ammette ritorni, «Sempre cummare ce avemme di’», comari ci dovremo dire per sempre. Il mignolo intrecciato è lo stesso gesto con cui i bambini di oggi siglano le promesse. La posta però era seria. Il comparatico creava una parentela riconosciuta dal paese, con obblighi di soccorso e perfino impedimenti di matrimonio tra le famiglie legate.
La notte di san Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, era la data regina per questi legami: il Battista, che tenne a battesimo Cristo nel Giordano, faceva da patrono a ogni parentela scelta. Natale e San Giovanni, il brodo e le sagne. Bastava questo. Due notti e un piatto facevano una famiglia in più.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

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