Candà’: il verbo che Finamore scelse per insegnare a coniugare
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Candà’: il verbo che Finamore scelse per insegnare a coniugare
Nelle note grammaticali del Vocabolario del 1880 Finamore coniuga l'abruzzese su tre modelli: avere, cantare, leggere. Cànde, candàte, candarrì.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Per mostrare come i verbi si piegano nel dialetto, Gennaro Finamore apre il Vocabolario dell’uso abruzzese del 1880 con alcune pagine di grammatica, e lì mette in fila i modelli di coniugazione: prima avere, poi cantare, poi leggere. Cantare sta nel mezzo. All’infinito fa candà’, al participio candàte, alla prima persona del presente cànde, con la d sonora che il parlato della sua zona mette al posto della t dopo la nasale.
Non era un caso di scuola. Nel proemio alla raccolta di canti che chiude il volume, a pagina 266, Finamore descrive le contadine della sua terra come «cantatrici indefesse»: cantano accanto alla culla e accanto alla tomba, in casa e nei campi, mentre lavorano e mentre pensano, e lui annota che bevono acqua e si ubriacano di canto. Il verbo modello era il verbo più usato.
Col canto si misurava anche il tempo. Alla voce galle, a pagina 96, Finamore registra il modo avverbiale a ccandàta de galle, cioè prestissimo, all’ora del primo canto del gallo: l’ora in cui si usciva per i campi e, a fine settembre, si partiva per la Puglia con le greggi. Il gallo dava l’ora. Gli uomini, sopra quell’ora, coniugavano il loro verbo.
Il modello regge ancora. Il 4 settembre lo speciale della Notte dei Serpenti è andato in onda su Rai 1, e chi da casa ha ripetuto i ritornelli in dialetto ha attraversato senza saperlo la tabella di Finamore: cànde chi canta adesso, candàte quello che è stato cantato, candarrì chi canterebbe volentieri anche stasera. La grammatica del 1880 si impara così, a orecchio, come si è sempre fatto.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

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