Cavutille, cavutille: il dente da latte seppellito nel buco segreto
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Cavutille, cavutille: il dente da latte seppellito nel buco segreto
Nella Valle Peligna il dente da latte si seppelliva in un buco segreto, con una formula in rima: De Nino la registrò nel 1881, paese per paese.
8 Settembre 20262 min di lettura

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Quando cade il primo dente, il bambino della Valle Peligna non lo mette sotto il cuscino: lo seppellisce. De Nino lo racconta nel secondo volume degli Usi e costumi abruzzesi (1881), a pagina 56. Il piccolo cerca un buco appartato, un «buco misterioso», si guarda attorno perché nessuno lo veda, e affida il dente alla terra pronunciando una formula che comincia «Cavutille, cavutille»: buchetto, buchetto, eccoti il dente vecchio, ridammi il nuovo.
De Nino registra anche una seconda formula, rivolta al «buscitte», con la richiesta di far rinascere il dente più bello e più dritto del primo, e mette in fila i paesi dove l’usanza è viva: Bugnara, Introdacqua, Pentima, Pratola Peligna, Prezza, Roccacasale, Vittorito, con una variante raccolta a Cittaducale. Nessun topo, nessuna moneta: uno scambio diretto tra il bambino e il buco nel muro, dente vecchio contro dente nuovo, alla pari.
Il gesto ha la struttura esatta di un rito di offerta, e la formula quella di uno scongiuro in miniatura: la richiesta in rima, la ripetizione, il segreto. È la stessa grammatica delle orazioni degli adulti, imparata a sei anni davanti a un muro sbrecciato. Chi più tardi canterà una serenata o reciterà una segnatura non dovrà imparare niente di nuovo: il ritmo era già lì, seppellito col dente.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

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