Comari d’acqua: il rito del Fontanile di Moscufo
← Serpentario
In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Comari d’acqua: il rito del Fontanile di Moscufo
De Nino descrive il comparatico di sciacquamento: al Fontanile di Moscufo due ragazze si sciacquano il braccio a vicenda e da quel giorno sono comari.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Vicino alla chiesa di Moscufo, sulle colline tra il Pescara e il Tavo, c’è un luogo chiamato il Fontanile. La fontana è piccola. È qui che Antonio De Nino colloca uno dei riti d’amicizia più gentili delle sue raccolte, quello a cui dedica un capitolo intero del primo volume degli Usi e costumi abruzzesi, con un titolo che è già una spiegazione: Comparatico di sciacquamento. De Nino lo descrive al presente, come cosa viva.
Servono due amiche. Una snuda il braccio dell’altra, lo sciacqua con l’acqua della fontana e lo asciuga con i riguardi che si avrebbero per una persona di famiglia, poi tocca all’altra compagna, che restituisce il gesto per intero, acqua e asciugatura, con la stessa cura ricevuta un momento prima. Da quel momento le due si chiamano comari. Il nome nuovo vale da subito, davanti a tutti.
De Nino annota che il vincolo si stringe anche tra uomini. Ne escono compari. Nelle sue pagine i modi di allargare la famiglia senza passare da un altare sono parecchi, e i titoli dei capitoli li mettono in fila: c’è il comparatico nei matrimoni, ci sono quelli che un capitolo chiama addirittura strambi, e c’è questo, fatto di acqua corrente e di un panno per asciugare. Comare e compare, da allora, erano parole da usare per davvero.
Di tutto il rito, il suono è uno solo: acqua versata su un braccio nudo, due volte, a pochi passi dalla chiesa, e poi la parola nuova detta ad alta voce, mentre il vocabolario di due famiglie si allarga di un posto senza che nessun registro parrocchiale ne tenga conto. Non serviva altro. Nessuna delle due parti aveva firmato niente, ed era questo il punto di forza del patto: si era comari per via d’acqua, e l’acqua l’avevano vista tutti.
Il Fontanile era il posto giusto perché era il posto di tutti: alla fontana si attingeva e ci si incontrava senza darsi appuntamento, con le conche da riempire e il tempo di un saluto mentre l’acqua saliva fino all’orlo. Senza firme e senza altare. Con l’acqua di ogni giorno, quel giorno, si faceva anche una parentela.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
