Danilo Di Paolonicola, campione del mondo a dieci anni e l’organetto in conservatorio
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Danilo Di Paolonicola, campione del mondo a dieci anni e l’organetto in conservatorio
A dieci anni campione del mondo di fisarmonica diatonica: Danilo Di Paolonicola, da Teramo all'Orchestra dei Serpenti, e la scena del 1988 che lo lega a Enrico Melozzi.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

A dieci anni era campione del mondo di fisarmonica diatonica. Danilo Di Paolonicola, nato a Teramo nel 1977, aveva cominciato a quattro anni prima, a sei, con lo strumento che in Abruzzo chiamano ddu bbotte e che in mano a un bambino pesa come una valigia piena.
Dopo il maestro Fanciullo Rapacchietta è arrivato lo studio del jazz con Renzo Ruggieri e i corsi della Berklee durante Umbria Jazz. Al Conservatorio Casella dell’Aquila ha istituito il primo corso sperimentale italiano di fisarmonica diatonica, e oggi insegna al conservatorio di Teramo; dalla sua classe sono usciti campioni del mondo nel 2009, nel 2010, nel 2012. Portare l’organetto dentro un conservatorio, in Italia, significa vincere una guerra di posizione che nessuno racconta e che dura decenni.
I progetti sono la parte visibile: l’Ethnic Project con oud, bouzouki e clarinetto, l’Urban Jazz Duo con il sassofonista Gianluca Caporale, e l’Orchestra Popolare del Saltarello, di cui è ideatore, con l’album Abruzzo del 2022. Ha lavorato con Goran Bregović, Giovanni Sollima, Enrico Pierannunzi, Fabrizio Bosso, Paolo Di Sabatino, Max Gazzè, e nel 2007 ha vinto il Premio Città di Castelfidardo per la fisarmonica jazz.
C’è poi una scena che precede tutto, e che nessuna biografia riporta. È il 1988. Il padre di Danilo è al volante e rallenta per lasciar passare un bambino che attraversa in bicicletta. Una moto arriva a tutta velocità, supera l’auto e travolge il bambino, che vola letteralmente davanti ai loro occhi. Quel bambino era Enrico Melozzi. Danilo assiste alla scena, e i due si ritroveranno da adulti: un’amicizia e una collaborazione che passa per No Gender, l’album di Danilo con Lele Melotti alla batteria e Paolo Costa al basso, prodotto da Melozzi, e arriva dritta fino all’Orchestra dei Serpenti.
Nell’orchestra tiene l’organetto e la fisarmonica, che in una formazione così larga sono la parte più scomoda: devono stare nel ciclo ritmico senza scomparire sotto le chitarre e i fiati e senza tirare la coperta. La frase con cui riassume il proprio lavoro, detta al Centro nel settembre 2025, è tra le più oneste che si sentano in questo mestiere: rimodernare la tradizione proiettandola nel futuro, sempre conservando una base popolare.
La base popolare, in una fisarmonica diatonica, non è un’intenzione. È fisica: lo strumento dà una nota tirando e un’altra spingendo, e quel vincolo genera il fraseggio del saltarello. Chi lo suona bene non aggira il vincolo, lo trasforma in stile.
La Notte dei Serpenti, i nostri musicisti.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
