Di prima mattina la fontana getta oro
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Di prima mattina la fontana getta oro
All'alba dell'Epifania, scrive Finamore, la fontana dei santi martiri getta oro: una donna attinse nel momento giusto e portò a casa una conca d'oro.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

La mattina dell’Epifania, nei paesi censiti da Finamore nel 1890, si va presto alla fontana a prendere l’acqua nova. Si arriva prima del sole. Le ragazze se ne lavano la faccia. Poi quell’acqua si butta sulla strada, e si sta a spiare chi per primo passerà sul bagnato, perché il primo passante sul selciato ancora scuro d’acqua porta con sé il presagio della mattina, e ognuna, guardandolo passare, lo leggeva come poteva.
Nella fonte, quella stessa mattina, le ragazze trovano sempre palme d’olivo: le hanno lasciate gli sposi, arrivati prima di loro, forse col buio, e il ramo si porta a casa insieme all’acqua, perché servirà nei giorni dell’Epifania a fare predizioni foglia per foglia sulla pietra del focolare. Fontana e camino entrano nello stesso rito. L’acqua apre, il fuoco chiude.
Una fonte ha una leggenda intera. La fontana dei santi martiri, a circa mezzo miglio dall’abitato, «di prima mattina getta oro»: per un istante, dice la credenza, l’acqua si ferma e si muta in oro, e Finamore riporta anche il caso limite diventato racconto, quello di una donna che capitò ad attingere proprio in quel momento e tornò a casa portando, invece dell’acqua, «una conca d’oro».
La conca è quello che rende la leggenda domestica: il recipiente di rame che le donne abruzzesi portavano sul capo alla fontana tutti i giorni dell’anno, per la più ripetuta delle loro fatiche, avanti e indietro dalla mattina alla sera per tutta una vita. Piena, pesa parecchi chili, e si portava in equilibrio sul capo, su strade in salita. Una mattina all’anno, nel racconto, quella fatica veniva ripagata in oro. La forma restava quella di casa.
Il nome della fonte rimanda ai Santi Martiri che la devozione venerava a Celano, nella Marsica, dove Finamore ricorda anche un tempio a loro dedicato nel 1498. La condizione, come sempre in queste credenze, è l’ora: l’oro è di chi arriva per primo, quando alla fontana non c’è ancora nessuno e l’unico rumore è il getto che batte nella vasca di pietra, prima che il paese si svegli e cominci la fila delle conche. Chi arrivava tardi trovava acqua.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

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