Il bagno nel vino nuovo e la nanna della nazzecarella
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Il bagno nel vino nuovo e la nanna della nazzecarella
Dopo una vendemmia piena il neonato si lavava col vino, e la madre dondolava la seggiola cantando: Fatte la nonne. Usi abruzzesi di De Nino, 1897.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Settembre entrava nella culla dalla tinozza. Antonio De Nino, tornando sull’infanzia in un volume tardo degli Usi e costumi abruzzesi (1897), descrive il risveglio del neonato: la madre gli toglie le fasce madide e lo lava con acqua tiepida se la stagione è cruda, ma con vino, più o meno puro, se l’annata ha regalato una «vendemmia festante». Il vino nuovo battezzava così anche la pelle: nelle case dove le botti erano piene, il bagno del bambino si faceva col raccolto.
Poi viene il dondolo. Quando manca il tempo della culla, la madre siede col bambino in braccio e fa oscillare la seggiola: il gioco ha un nome suo, nazzecarella, dal verbo che in dialetto dice il dondolare. E mentre dondola, celia cantando:
Fatte la nonne e fattela cantanne
(Canto anonimo di tradizione orale, in Antonio De Nino, Usi e costumi abruzzesi, 1897). Fatti la nanna e fattela cantando. L’ordine è impossibile. La madre chiede al bambino di farsi da sé quello che intanto gli sta facendo lei, e in questo scarto tra chi canta e chi dovrebbe cantare sta tutta la tenerezza della formula: il lavoro resta a lei, il merito va a lui.
Qualche pagina dopo si cambia asse. Il dondolo diventa salto: il bambino cavalca le gambe dell’adulto, che lo fa sobbalzare a tempo e gli canta, come un contratto letto ad alta voce, le condizioni precise del gioco:
Zumpe zumpitte,
Calecagnitte;
Me rompe la cosse,
Me stienghe zitte.
Salta saltino, calcagnino: mi rompo la gamba e me ne sto zitto. È il patto comico di ogni cavalcata sulle ginocchia. Se si cade, non si piange. In una lezione vicina il bambino chiede la mano per saltare ancora. Tra il vino della vendemmia sulla pelle e il ritmo battuto dai calcagni, De Nino fotografa una casa dove il calendario agricolo e la voce di madre lavorano nella stessa stanza: quello che i campi danno a settembre, la culla lo riceve prima dell’inverno.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
