La canzone abruzzese nelle musiche di P. Settimio Zimarino
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La canzone abruzzese nelle musiche di P. Settimio Zimarino
Studio sulla canzone in Settimio Zimarino
di Angelo Iocco24 Settembre 20267 min di lettura

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

La canzone abruzzese nelle musiche di P. Settimio Zimarino
Tra i “fondatori” della Maggiolata abruzzese di Ortona, ricordiamo un personaggio religioso che usava lo pseudonimo di Ezio Marino. Il P. Settimio Zimarino (1885-1950) OFM da Casalbordino, come amava sostenere il suo allievo P. Donatangelo Lupinetti OFM, si era formato presso il Conservatorio di Pesaro, ed era un seguace della Schola Ceciliana di Roma. Nel suo peregrinare nei vari conventi francescani abruzzesi, da poco riaperti dopo la diaspora postunitaria, P. Zimarino ebbe modo di frequentare le campagne abruzzesi del chietino, del Sacro Ririto di Orsogna, di Casalbordino, di Teramo, di Chieti. Infatti P. Lupinetti riporta un aneddoto che P. Zimarino, durante un viaggio in carrozza in campagna, volle fermare il mezzo, tendendo l’orecchio verso un gruppo di contadine che intonavano uno stornello a dispetto. Immediatamente trascrisse il pezzo ed elaborò. L’elaborazione zimariniana delle canzoni abruzzesi le vediamo nelle sue celebri Ninne nanne, ma anche nelle canzoni abruzzesi d’autore. P. Zimarino nel 1920, al momento della nascita della Maggiolata abruzzese a Ortona, si trovava nel convento di S. Antonio di Lanciano, sede del Collegio Teologico; il buon francescano qui lasciò diverse composizioni manoscritte a carattere sacro, soprattutto piccoli pezzi per pianoforte, armonium e qualche cantata sacra. L’amico don Cesare de Titta lo coinvolse nel progetto insieme ad Antonio Di Jorio per farsi musicare delle poesie che aveva già edito nel 1919 da R. Carabba: le Canzoni abruzzesi, imponendo per motivi di copyright il veto sulla pubblicazione dei testi in occasione della Maggiolata. Zimarino dunque, insieme a Di Jorio e l’Albanese, fu colui che “rivestì di note” i versi detittiani. Le canzoni sono, nella 1° Maggiolata: La nnazzecarelle, St’amore, L’Amore me’, nella II Maggiolata del 1921: Li ciràsce, Renelèlle, nella III Maggiolata del 1923: Ssa nèe, nella VI Maggiolata del 1925: Quande tu piesse, nella successiva del 1926: Passione, nella X Maggiolata del 1929: Ninna nanna; con Luigi Domamrco nel 1939 pubblicò alla Maggiolata la canzone in italiano Dormi amor mio, mentre nell’XI Maggiolata del 1930 con Alfredo Luciani aveva pubblicato la canzone Pace a sta case, nota anche con il titolo Bimbo dai capelli d’oro in italiano, edita nel 1984 nel vinile delle canzoni zimariniane della Corale “d. Egidio Corbetta” di Bergamo
Settimio Zimarino nel repertorio popolare abruzzese, è noto specialmente per gli oratori sacri dedicati alla Vergine Maria, per alcuni preludi pe armonio e organo che vengono ancora eseguiti in qualche parrocchia nel vastese o nella Cappella della Cattedrale di Sulmona. Soprattutto gli inni popolari ai Santi d’Abruzzo sono modulati su motivi zimariniani. Lo Zimarino con d. Evandro Marcolongo (1874-1959), scrisse Serafin del puro amore, in onore di S. Francesco d’Assisi, pubblicato anche come Inno a S. Antonio nel volumetto Seraphici Cantus – Responsori ed inni a S. Francesco e a S. Antonio, Collegio S. Antonio via Merulana, 124 – Roma, stamp. Mignani, Firenze, 1933. L’esemplare da noi consultato, si conserva nella busta “Settimio Zimarino” nel Fondo antico musicale della Biblioteca S. Angelo della Pace di Lanciano, redatto da P. Paolo Goderecci, e trascritto e intagrato dallo scrivente di questo saggio. L’Inno zimariniano a S. Antonio ebbe talmente successo, che i Frati Missionari Osservanti lo diffusero in diverse parrocchie con una particolare devozione per il culto di S. Antonio di Padova. La parte musicale resta invariata, anche se semplificata o con altre armonizzazioni, in base al sentimento delle parrocchie, mentre le parole del testo si adattano al Santo si riferimento, lasciando invariata gran parte degli altri versi delle strofe.
SERAFIN DEL PURO AMORE (INNO A SAN FRANCESCO D’ASSISI)
Parole di d. Evandro Marcolongo
musica P. Settimio Zimarino
I
Serafin del puro amore
dolce immagine di Cristo,
San Francesco è tutto ardore
di celeste carità.
RITORNELLO
San Francesco tra le schiere
dei Beati ascolta in Ciel
i sospiri e le preghiere
del tuo popol fedel.
II
Cinto d’umile capestro
predicasti amore e pace,
dietro a l’orme del Maestro
esemplar di ogni virtù.
RIT
San Francesco tra le schiere ecc.
III
Della Terra i tuoi conventi
risuonan gioia e speranza,
si rischiarino le menti
alla luce del Vangelo.
RIT.
San Francesco tra le schiere ecc.
IV
Or d’Assisi benedetta
che ti dice pura e cara:
“Nuove grazie e luce aspetta,
linquieta umanità!”
RIT
San Francesco tra le schiere ecc.
Abbiamo diverse varianti di questo canto. Quello più comune ha per titolo:
Al Santo patrono
I
Sebastiano grande figlio
della Chiesa universale,
forte eroe e bianco giglio
pien d’angeliche virtù.
RIT
Or tra gli angeli e le schiere
dei beati ascolta in ciel
i sospiri e le preghiere
del tuo popol fedel.
II
La giovinezza tu votasti
al Gran Dio dei cristiani,
tutti a Lui gli affetti casti
lungi dal mondo seduttor.
Nel corso delle nostre ricerche, abbiamo rintracciati diversi altri Inni ai Santi in Abruzzo, elaborati su motivi dell’Ave Antonio di P. Zimarino. Innanzitutto questo canto antoniano si è diffuso nelle chiese in cui è preminente il culto del Padovano, come nella parrocchia di Giuliano Teatino, dove è particolarmente venerata la Reliquia del Giglio, successivamente nel convento di S. Antonio a Lama dei Peligni, nel convento di S. Antonio a Lanciano, nella parrocchia di Fara S. Martino, cantato durante la novena ai Santi Patroni Antonio, Emidio e Rocco. Poi è cantato nella chiesa di S. Rocco di Castel Frentano durante la novena, nonché nella stessa novena al Santo cantata in agosto nella chiesetta del Santo a Casacanditella, è cantato durante il Triduo S. Giorgio nella chiesetta omonima di Treglio. nella chiesa madre di S. Apollinare Chietino durante la novena di S. Pietro apostolo, nella chiesa madre di Taranta Peligna durante il triduo per il patrono S. Ubaldo, e, con la variante del cambio di nome, nell’inno a S. Biagio vescovo durante il Triduo celebrato nello stesso comune, nella chiesa madre di S. Vito Chietino durante la novena e la Messa solenne dedicata al Martire; spostandoci nel vastese, l’inno è diffuso a Fraine durante la novena e la processione di S. Silvestro patrono, tornando nell’area del Sangro, è cantato in onore di S. Leucio vescovo nel Duomo di Atessa, a S. Nicola di Bari nella festa che si celebra il 6 dicembre a Pollutri, nella novena di S. Nicola a Guilmi, e infine nella novena a S. Lorenzo martire, e nella processione per le strade di Pennadomo. Soffermandoci per qualche altra riga su questo canto, possiamo affermare che nella sua diffusione nei paesi abruzzesi, dall’originale testo di Ave Antonio, sono state tratte altre due varianti, che portano il titolo Al Santo patrono, che iniziano con:
“[Nome del Santo] grande figlio,
della Chiesa universale,
forte eroe, bianco giglio
pien d’angeliche virtù”
ecc.
La seconda variante:
O San [NOME] Protettore
della nostra Santa Chiesa,
a te sale il gran bel coro
della lode e dell’amore.
Tu splendente tra le schiere
dei beati ascolta in ciel
i sospiri e le preghiere
del tuo popol fedel.
L’inno di Quadri trae riferimento dall’Inno a S. Giustino che si canta nel Duomo di Chieti. Una versione ricca di armonizzazioni del P. Domenico Lanci dei Passionisti, e con l’aggiunta di diverse strofe rispetto all’originale zimariniano, si canta oggi il giorno di S. Giovanni Battista nell’abbazia di S. Giovanni in Venere. Nella patria dello Zimarino, Casalbordino, non poteva mancare questo canto, che si intona il giorno del Ssmo Salvatore nella chiesa parrocchiale. Con l’unificazione pastorale della parrocchia Casalbordino-Villalfonsina, questo canto si esegue in questo ridente paese affacciato verso il mare, il giorno della Trasfigurazione di Gesù (6 agosto).
Al momento abbiamo rintracciato tali varianti in questi comuni. Ma sicuramente il canto è diffuso in diverse altre aree della regione, in particolar modo crediamo, quelle interessate dalla predicazione dei Minori Osservanti nella prima metà del Novecento, quando P. Zimarino aveva dato alle stampe questo inno. Rendiamo grazie al P. Zimarino, che tanto ha dato al nostro Abruzzo, grazie alla sua impareggiabile commistione col francescano P. Giancrisostomo D’Antonio da Morcone, il quale prestò i suoi versi alle bellissime canzonette natalizie del francescano abruzzese, delle quali in tutte le diocesi d’Italia risplende soprattutto, in tempo di Natale, Alla fredda tua capanna (Ninna nanna a Gesù Bambino).
Il testo è diAngelo IoccoCon la supervisione del comitato tecnico-scientifico del Serpentario.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
