Mio padre volle darmi per sposo: il canto della malmaritata
← Serpentario
In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Mio padre volle darmi per sposo: il canto della malmaritata
Nel quattordicesimo canto di Gessopalena (Casetti-Imbriani, 1871) una donna canta il vecchio sposo scelto dal padre e avverte le ragazze da maritare.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

C’è una voce di donna, nel quattordicesimo canto di Gessopalena, che fa i conti con un matrimonio deciso da altri. Il padre ha scelto lui. La figlia mette la faccenda in canto, e dal primo verso non concede attenuanti:
Cert’ mi’ patr’ vols’ darm’ pi’ spos’
‘Nu viecch’ schifos’ di grann’ità.
La prima sair’ ch’annìv’ a liett’,
Lu viecch’ schifos’ s’addormintà.
S’addormintò lu viecch’ mischin’:
A lu mi’ giardin’ l’acqua virsò.
L’acqua virsò tra ‘ngegn’ e art’:
Tra ogni part’ nin mm’aggiuvò.
(Canto anonimo di tradizione orale, in Antonio Casetti e Vittorio Imbriani, Canti popolari delle provincie meridionali, 1871). Certo mio padre volle darmi per sposo un vecchio schifoso di grande età: la prima sera, arrivati a letto, il vecchio si addormentò. Il seguito corre sul filo di una metafora da orto, l’acqua versata nel giardino senza ingegno e senza arte, e la sentenza sta in tre parole, nin mm’aggiuvò, non mi giovò. Tradurre di più sarebbe rovinare il velo. La chiusa cambia pubblico: I’ ve li dich’ a vu’ zitell’, io lo dico a voi, ragazze, e il consiglio prosegue sulla pagina, fuori dalla portata della nostra scansione.
Il genere ha un nome antico, malmaritata, e in Francia i trovieri ne scrivevano già nel Duecento. Nei paesi dell’Ottocento il matrimonio combinato passava per la dote e per la firma del padre, e una figlia contraria aveva a disposizione pochi strumenti e nessun tribunale: cantata in gruppo, all’osteria o al lavatoio, la protesta passava senza castigo, perché le parole appartenevano a tutti e a nessuno, e nessun marito poteva prendersela con un canto che circolava da prima delle sue nozze. Casetti e Imbriani stamparono il testo senza tagli a pagina 22 del volume, a poca distanza dall’elogio dei capelli d’oro e dall’usignolo sgarbato dei giorni scorsi. La melodia non ci è arrivata: dei canti gessani il volume stampa le sole parole.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
