Prima di seminare: la luna, il venerdì e le spighe benedette
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Prima di seminare: la luna, il venerdì e le spighe benedette
Prima della semina: luna calante, il Venerdì Santo in cui Dio benedice il lavoro, e i chicchi delle spighe benedette mescolati al seme. Da Finamore.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

A settembre i campi si preparano, e le regole della semina, in Abruzzo, Finamore le raccolse a decine nel suo libro del 1890. La prima sta in cielo. Si semina, e si spuntano le viti, a luna calante, perché il quarto di luna era un dato di lavoro come la pioggia e il vento, da controllare la sera prima di decidere il giorno, e un campo affidato alla fase sbagliata, per chi ci credeva, partiva già in debito.
Poi c’è il calendario dei santi, che alla semina offre giorni con la garanzia inclusa. Nel giorno di san Giuseppe, il 19 di marzo, si ha da seminare, e vengono a meraviglia basilico, prezzemolo, pomodori e zucche, quattro piante dell’orto elencate una per una. Meglio ancora il Venerdì Santo. Seminare quel giorno si crede cosa ottima, perché «Dio benedice il lavoro», e così il giorno più severo dell’anno liturgico diventava, nei campi, il più propizio di tutti, con la benedizione già compresa nel calendario e nessuna formula da aggiungere.
Ci sono anche i giorni sbagliati. In certe date segnate dai presagi di pioggia molti si astenevano dal seminare il granturco, o ne seminavano poco, per prudenza. Un errore di data non si rimediava più. La semina era un atto troppo grosso per lasciarlo a un giorno qualunque: impegnava la fame di un anno, e il calendario delle credenze serviva esattamente a questo, a non giocarsela su una data qualsiasi.
Il gesto più bello riguarda le spighe benedette. Il poco grano delle spighe portate a benedire per le feste, annota Finamore, si mescola a quello destinato alla semina: pochi chicchi consacrati sciolti dentro i sacchi, e così un po’ di benedizione finiva nel solco insieme al seme, sparsa a spaglio dalla stessa mano e nello stesso gesto. Nessuna formula da dire. Il rito stava tutto nel mescolare.
Il 29 di settembre, San Michele, le greggi partivano per la Puglia e per i pastori cominciava l’annata nuova, mentre nei campi rimasti si contavano i giorni buoni per affidare il grano alla terra, con la luna giusta e, dentro i sacchi, qualche chicco già benedetto. Il resto era lavoro.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
