Purtata e parte: il vocabolario tecnico dei cantatori di Napoli
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1canti popolari
Purtata e parte: il vocabolario tecnico dei cantatori di Napoli
Purtata la sillaba cantata, parte il distico: Molinaro del Chiaro (1880) trascrive il vocabolario tecnico dei cantatori popolari di Napoli.
29 Settembre 20262 min di lettura

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Chi canta ha le sue parole per il canto, e non sono quelle dei conservatori. Nella prefazione ai Canti del popolo napoletano (1880), Luigi Molinaro del Chiaro annota il lessico che aveva sentito in bocca ai suoi informatori: il popolo chiama «purtata ciascuna sillaba di un verso» e «parte del canto» ogni distico. Due termini tecnici precisi, nati dentro la pratica: la purtata è la sillaba in quanto portata dalla voce, con tutta la sua durata melismatica; la parte è l’unità di senso su cui il canto si spartisce tra chi lo esegue.
Nella stessa pagina Molinaro riporta la teoria dell’origine dei canti che gli dettò «una vinaia di Posilipo», con tanto di autore mitico: «L’autore d”e ccanzone è Cupindo, puveta e cantatore da nu munno ‘e sécule fa». Cupido poeta e cantatore, un mondo di secoli fa; e chi pretende di sapere la storia di tutte le canzoni, avvertiva la vinaia, è scomunicato.
Ogni tradizione orale seria ha un metalinguaggio: parole per dire come si canta, dove si respira, chi attacca. La purtata napoletana sta lì a ricordare che l’analisi musicale non l’hanno inventata i musicologi: l’hanno solo trascritta, spesso in ritardo, da chi la esercitava a orecchio davanti a un bicchiere di vino.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

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