14 ottobre 2026Rivista di etnomusicologia · La Notte dei Serpenti
Canti popolari · riti · studi di campo · Abruzzo e Mediterraneo

San Matteo, i carri e l’uva: quando la vendemmia saliva sul palco

← Serpentario
Abruzzo

San Matteo, i carri e l’uva: quando la vendemmia saliva sul palco

La Festa dell'Uva di Poggiofiorito (1929-1939) con De Titta, Di Jorio e Albanese, le Maggiolate di Ortona dal 1920 e i canti di vendemmia del Mezzogiorno.

20 Settembre 20265 min di lettura
In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1
The Classical Rave Party, Enrico Melozzi, Romaeuropa Festival, 15 novembre
Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
20 Settembre 2026Riti e calendario
San Matteo, i carri e l’uva: quando la vendemmia saliva sul palco

Nel settembre del 1929 a Poggiofiorito, un paese di poche centinaia di abitanti sulle colline tra Ortona e Lanciano, il maestro Ercole Zazzini organizzò la prima Festa dell’Uva: carri addobbati con tralci e grappoli, canzoni nuove scritte apposta per l’occasione, e sul palco due nomi che la canzone abruzzese aveva già consacrato, il poeta Cesare De Titta e il compositore Antonio Di Jorio. La data non era libera: la festa cadeva per San Matteo, a fine settembre, quando l’uva era nei tini, e l’ente dopolavoro provinciale di Chieti la sostenne come sosteneva allora ogni rito del raccolto. Per dieci anni la formula si ripeté. Nel 1939 la propaganda se la prese, e la festa divenne festa della canzone fascista abruzzese: poi la guerra chiuse tutto.

Quella parabola breve, 1929-1939, è una lente perfetta per guardare il rapporto tra la vendemmia e la musica in Abruzzo. Da una parte stava il lavoro vero, con i suoi canti: le prose di Gabriele d’Annunzio, che uno studio di Lara Sonja Uras ha passato al setaccio nel 2016, conservano una canzonetta castellammarese dalle lunghe cadenze malinconiche cantata nei vespri d’autunno, dopo la vendemmia, e gli archivi sonori del Sud documentano il genere alla lettera: la sezione campana conserva canti lirici di vendemmia registrati sul campo nel secondo Novecento. Dall’altra parte stava il palco, che di quei canti faceva materia per canzoni d’autore. In mezzo, i carri con l’uva.

La Festa dell’Uva di Poggiofiorito gareggiava dichiaratamente con un modello vicino: le Maggiolate di Ortona, nate nel 1920 per iniziativa di Guido Albanese, di padre Settimio Zimarino e di Antonio Di Jorio, il concorso che per decenni ha prodotto il grosso del repertorio della canzone abruzzese d’autore. Il meccanismo era identico e cambiava solo la stagione: poeti dialettali e compositori presentavano canzoni nuove, il pubblico e le giurie decretavano i successi, e i brani vincenti passavano ai cori e alle piazze, dove alcuni si cantano ancora. Le Maggiolate proseguirono fino al 1976, con ventinove edizioni complessive, e nell’agosto del 2026 Ortona le ha fatte rinascere con due serate dedicate a quel repertorio. Il calendario legava il concorso al raccolto. A maggio la primavera, a settembre l’uva.

Attorno ai carri girano altre figure. Il fisarmonicista Tommaso Coccione, stella di quelle edizioni, arrivò fino al cinema, comparendo nel 1939 nel film Torna caro ideale. Il poeta locale Tommaso Di Martino scriveva versi per le canzoni della festa. Antonio Di Jorio veniva da Atessa, dove aveva diretto la banda cittadina che lo ricorda oggi con una rassegna intitolata a lui. E dietro tutti, come direttore d’orchestra della stagione d’oro della canzone abruzzese, il maestro Guido Albanese di Ortona, l’autore della musica di Vola vola vola sui versi che Luigi Dommarco aveva scritto nel 1922. La geografia è minuscola, tre paesi in un raggio di venti chilometri. La produzione musicale che ne uscì occupa ancora oggi i leggii di ogni coro abruzzese.

La mappa dei concorsi abruzzesi di quegli anni è fitta in modo sorprendente. Le cronache musicali regionali contano una Festa delle Canzoni a Lanciano già nel 1921, una Festa del Mare a San Vito nel 1923 e nel 1926, e dopo la guerra la ripartenza con la Settembrata Abruzzese di Pescara dal 1952 e il festival della canzone di Vasto dal 1955. Ogni comprensorio voleva il suo palco. Il risultato complessivo è un repertorio d’autore in dialetto di dimensioni notevoli, prodotto in poco più di mezzo secolo da una regione di contadini, e ancora in attesa di un censimento completo.

Sotto le canzoni da concorso correva lo strato antico. La vendemmia era un lavoro di squadra, fatto in giornate lunghe e con le mani occupate, le condizioni classiche del canto collettivo: stornelli a rimbalzo tra uomini e donne lungo i filari, arie distese sul ritorno con i carichi. Le testimonianze regionali raccolte dagli studiosi confermano che in Abruzzo, come nel resto del Mezzogiorno, il calendario del canto seguiva il calendario agrario, e settembre, tra vendemmia e semina imminente, era un mese pieno. Sulle aie si contava il raccolto. Nei canti si contavano i torti e le promesse, con la franchezza che il lavoro fianco a fianco autorizzava.

Il passaggio dalla vigna al palco non fu una caduta, e conviene dirlo senza nostalgie: quando De Titta e Albanese scrivevano canzoni per le feste dell’uva, facevano un’operazione dichiarata, musica d’autore su temi contadini, con nomi e cognomi in locandina. Il pubblico distingueva benissimo. La canzone nuova si applaudiva alla festa, il canto vecchio si cantava vendemmiando, e i due repertori convissero per decenni senza confondersi, ognuno al suo posto. La confusione è arrivata dopo, quando il tempo ha sbiadito le locandine e certe canzoni d’autore hanno cominciato a circolare come anonime. Distinguere le due famiglie è oggi uno dei compiti quotidiani della filologia musicale abruzzese.

Il ciclo ha cambiato forma senza fermarsi. In molti paesi del vino abruzzese la vendemmia si festeggia ancora in piazza, e la riapertura delle Maggiolate a Ortona ha rimesso in circolazione il canzoniere storico proprio nell’anno in cui il concertone di Pescara ha portato i canti abruzzesi davanti a cinquantamila persone, con in scaletta, accanto agli anonimi di tradizione orale, anche pagine d’autore di quella stagione, a cominciare da Vola vola vola, versi di Luigi Dommarco del 1922 e musica di Guido Albanese. Le due strade aperte un secolo fa, il canto raccolto e la canzone scritta, corrono ancora parallele. A settembre, tra i filari, si incontrano: l’uva è la stessa, e le mani pure.

Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario
Condividi
The Classical Rave Party, Enrico Melozzi, Romaeuropa Festival, 15 novembre
Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
Serpentario · rivista della Notte dei Serpenti
Comitato tecnico-scientificoFrancesca Florimbii · Gabriella Serafini Blasiotti · Elso Simone Serpentini
Hanno scrittoDaniela D’Alimonte · Lorenzo Pagano · Elso Simone Serpentini · Gabriella Serafini
Scrivi alla direzioneSegnalazioni, correzioni, proposte. Si legge tutto.
Serpentario, rivista di etnomusicologia della Notte dei Serpenti. Direzione Enrico Melozzi. Editore Orchestra Notturna Clandestina ETS, via Carlo Cattaneo 31, 00185 Roma. Aggiornamento quotidiano. Anno I, 2026. Registrazione presso il Tribunale di Roma, Sezione per la Stampa e l’Informazione, in corso.
I canti di tradizione orale sono anonimi: si cita sempre la raccolta da cui provengono.
Pubblicità
100 Cellos, Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi, Teatro Verdi di Pordenone, 16 ottobre 2026
100 CELLOS · Sollima e Melozzi
Teatro Verdi, Pordenone · 16 ottobre 2026, ore 20.30
Il discoLa Notte dei Serpenti 2026 · fuori ora su tutte le piattaforme
15 novembre · Santa CeciliaEnrico MelozziOrchestra Notturna ClandestinaNiccolò FabiGiovanni SollimaAlessandro BariccoAnastasioFasmaElsa LilaBanda dell’Esercito ItalianoGiuseppe AndaloroAlessandro CarbonareGloria CampanerMarta SollimaCarlotta DaliaEugenio DegiacomiRadmila NovozheevaCarlotta MaestriniEnrico MelozziOrchestra Notturna ClandestinaNiccolò FabiGiovanni SollimaAlessandro BariccoAnastasioFasmaElsa LilaBanda dell’Esercito ItalianoGiuseppe AndaloroAlessandro CarbonareGloria CampanerMarta SollimaCarlotta DaliaEugenio DegiacomiRadmila NovozheevaCarlotta MaestriniBiglietti su TicketOne →15 novembre · Santa CeciliaEnrico MelozziOrchestra Notturna ClandestinaNiccolò FabiGiovanni SollimaAlessandro BariccoAnastasioFasmaElsa LilaBanda dell’Esercito ItalianoGiuseppe AndaloroAlessandro CarbonareGloria CampanerMarta SollimaCarlotta DaliaEugenio DegiacomiRadmila NovozheevaCarlotta MaestriniEnrico MelozziOrchestra Notturna ClandestinaNiccolò FabiGiovanni SollimaAlessandro BariccoAnastasioFasmaElsa LilaBanda dell’Esercito ItalianoGiuseppe AndaloroAlessandro CarbonareGloria CampanerMarta SollimaCarlotta DaliaEugenio DegiacomiRadmila NovozheevaCarlotta MaestriniBiglietti su TicketOne →