Sande ‘Bbiasce: due parole dette in fretta per la gola
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Sande ‘Bbiasce: due parole dette in fretta per la gola
Sande 'Bbiasce: l'invocazione abruzzese per la gola, il pane circolare di san Biagio e il piccillato della Candelora a Lanciano. Da Finamore, 1890.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Quando un bambino tossisce, o un boccone gli va di traverso, in Abruzzo si sentiva subito l’invocazione, due parole di dialetto dette in fretta: Sande ‘Bbiasce! Lo annota Gennaro Finamore nel 1890. San Biagio, festeggiato il 3 di febbraio, è il santo a cui spettano le malattie della gola, quelle che il dialetto chiama con la parola che Finamore trascrive, cannarièci, e il suo nome si diceva nell’attimo esatto della paura, mentre una mano batteva già sulla schiena del bambino. L’invocazione faceva parte del soccorso quanto la mano.
Al santo corrisponde un pane. Il pane di san Biagio, annota la stessa raccolta, ha forma generalmente circolare, e appartiene alla famiglia dei pani benedetti che in queste pagine tornano di continuo, distribuiti alle famiglie e dati perfino alle bestie della stalla, perché la protezione valeva per tutta la casa. Un cibo di ogni giorno che, nel giorno del santo, cambia mestiere. Si mangia per stare dalla parte giusta della gola.
A Lanciano c’era un indirizzo preciso. Nella chiesa già parrocchiale di san Biagio, ricorda Finamore, nel giorno della Candelora si distribuivano a ciascun confratello della congregazione una candela benedetta e un pane detto piccillato, e chi lo riceveva lo portava a casa come una piccola scorta di febbraio. La Candelora è il 2 di febbraio, san Biagio il giorno dopo, il 3. Due giorni di cera e di pane, attaccati nel cuore dell’inverno, quando la gola era il fronte più esposto della salute di tutti.
L’invocazione resta la parte che chiunque poteva permettersi, in ogni ora e senza spendere niente, perché non serviva arrivare a una chiesa: bastava il nome del santo, pronunciato alla maniera di casa, come un riflesso imparato da bambini insieme alle altre parole del pericolo. Gratis, e sempre a portata di voce. Tra gli scongiuri documentati in queste raccolte è il più corto che ci sia. Due parole, un colpo di voce.
La scena, poi, non aveva stagione, perché un colpo di tosse capita in qualunque mese, e il santo di febbraio restava di guardia tutto l’anno, pronto a rispondere a chiunque lo chiamasse per nome alla maniera di casa. Sande ‘Bbiasce.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
