Sante Vite Vitale, il cavaliere che passa tutti i fiumi
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Sante Vite Vitale, il cavaliere che passa tutti i fiumi
Sante Vite Vitale, cavaliere de Giesù Criste: l'orazione abruzzese contro la rabbia nel De Nino del 1891, e il filo che lega san Vito al tarantismo.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Contro il morso del cane arrabbiato, l’Abruzzo dell’Ottocento chiamava un cavaliere. Arrivava da lontano. Antonio De Nino, nel volume degli Usi e costumi abruzzesi dedicato alle malattie (Barbèra, 1891), raccoglie l’orazione che si recitava per san Vito, il santo a cui la devozione popolare affidava uomini e bestie minacciati dalla rabbia:
Sante Vite Vitale,
Cavaliere de Giesù Criste,
Da lunghe da lunghe meniste,
Tante fiume passiste
(Canto anonimo di tradizione orale, in Antonio De Nino, Usi e costumi abruzzesi, 1891). De Nino affianca ai versi la sua traduzione: cavaliere di Gesù Cristo, da lungi da lungi venisti, tanti fiumi passasti, tanti vermi uccidesti. Il male aveva forma di bestia. La medicina popolare immaginava la rabbia come un verme annidato sotto la lingua del cane, e per questo il santo arriva da lontano, guada un fiume dopo l’altro e ammazza i vermi uno per uno, protettore in cammino per un male che correva di morso in morso.
Poi c’è il ballo. Lo stesso santo dà il nome a una malattia che si cura ballando. Il ballo di san Vito, il tremito che non si ferma, in Puglia si intreccia con la storia del tarantismo: il morso della taranta, le musiche suonate per giorni ai piedi delle tarantate, il pellegrinaggio alla cappella di San Paolo a Galatina. Ernesto de Martino documentò tutto questo nel Salento del 1959, e ne fece La terra del rimorso (1961), il libro che ha aperto gli studi sul morso, il ritmo e la guarigione.
L’asse regge ancora. Nel 2021 Enrico Melozzi è stato maestro concertatore della Notte della Taranta a Melpignano, sul palco con Madame: un direttore abruzzese alla festa della pizzica, su quella linea che lega l’Appennino delle orazioni al Salento dei ragni e che i suonatori hanno battuto nei due sensi per generazioni. San Vito, cavaliere che passa i fiumi, quella strada la conosceva già: da lunghe da lunghe, di guado in guado, fino al mare.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
