Santo Nicola non voleva canzoni: il santo bambino nella culla
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1canti popolari
Santo Nicola non voleva canzoni: il santo bambino nella culla
Santo Nicola non voleva menna, voleva carta, calamaro e penna: la ninna nanna del santo bambino nella raccolta di Casetti e Imbriani, Loescher, 1871.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

In una ninna nanna della raccolta di Antonio Casetti e Vittorio Imbriani (1871) il bambino nella culla è un santo, e che santo: Nicola, il vescovo di Mira che il Sud venera a Bari. Qui è ancora in fasce:
Santo Nicola non voleva menna,
Voleva carta, calamaro e penna.
Santo Nicola non voleva canzune,
Voleva paternuosti e oraziuni.
Santo Nicola è ‘nu bello vecchiariello:
Mietti ‘stu figliulo sutto lu mantiello.
Santo Nicola è ‘nu bello vecchiotto:
Mitti ‘stu figliulo sotto lu cappotto.
(Canto anonimo di tradizione orale, in Antonio Casetti e Vittorio Imbriani, Canti popolari delle provincie meridionali, 1871). San Nicola non voleva il latte: voleva carta, calamaio e penna. Non voleva canzoni: voleva paternostri e orazioni. La rima lavora su una leggenda antica, quella del lattante che nei giorni di digiuno rifiutava il seno, raccontata già nel Duecento dalla Legenda aurea; e la spinge oltre, fino a fare del neonato un piccolo studioso che pretende il corredo del vescovo colto al posto della poppata.
Poi passano cinquant’anni in un verso. Il santo bambino diventa d’un colpo il bel vecchietto col mantello, e la voce della madre cambia interlocutore: adesso parla a lui, e gli affida il proprio figlio. Metti questo figliolo sotto il mantello, metti questo figliolo sotto il cappotto. È la stessa iconografia dei quadri di grazie, la Madonna o il santo che coprono i devoti col manto, tradotta in misura da camera: un cappotto basta, se è il suo.
Gli abruzzesi, san Nicola, lo andavano a trovare: Gennaro Finamore raccoglie la leggenda di un lago tra il Gargano e Lucera posto proprio sulla via dei pellegrini diretti a San Nicola di Bari, dove chi passava gettava una pietra. La strada attraversava la Puglia intera. La ninna nanna la accorciava a un metro: dalla culla al cappotto del vecchietto, il viaggio più corto che ci sia.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

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