14 ottobre 2026Rivista di etnomusicologia · La Notte dei Serpenti
Canti popolari · riti · studi di campo · Abruzzo e Mediterraneo

Stampata in mezzo al core: otto versi d’amore da Gessopalena

← Serpentario
Abruzzo

Stampata in mezzo al core: otto versi d’amore da Gessopalena

Un rispetto d'amore di Gessopalena stampato nel 1871 da Casetti e Imbriani: otto endecasillabi e un'immagine impressa come un santino in mezzo al petto.

23 Settembre 20262 min di lettura
In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1
The Classical Rave Party, Enrico Melozzi, Romaeuropa Festival, 15 novembre
Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
23 Settembre 2026I canti
Stampata in mezzo al core: otto versi d’amore da Gessopalena

Tra i quarantatré canti di Gessopalena che aprono il primo volume dei Canti popolari delle provincie meridionali (1871), il quarto è un rispetto d’amore che comincia con un furto. Il ladro è lei. Chi canta ha perso il cuore e lo dichiara subito, poi passa otto endecasillabi a spiegare perché non intende riprenderselo:

Anima mi’, tu m’hai rubat’ il cor’;

‘N’ora sénza di te’ nen pozz’ sta’.

Chiamame, bell’, e sint’ in tutt’ l’or’;

Tu dimm’ pe’ pietà com’ ho da fa’.

Mi sent’ al pett’ mi’ quel grand’ ardor’;

Vurrì lasciart’ e ne le pozz’ fa’.

Perché me se’ stampat’ ‘mmezz’ al cor’;

Per quest’ nen te poss’ abbandunà’.

(Canto anonimo di tradizione orale, in Antonio Casetti e Vittorio Imbriani, Canti popolari delle provincie meridionali, 1871). Anima mia, tu m’hai rubato il cuore: un’ora senza di te non posso stare. Vorrei lasciarti e non lo posso fare, perché mi sei stampata in mezzo al cuore, e per questo non ti posso abbandonare. Il verbo decisivo arriva al settimo verso. Stampata: la bella sta impressa nel petto di chi canta come una figura uscita dal torchio, con la parola che a fine Ottocento si usava per i santini e per i fogli volanti dei cantastorie, la carta stampata che un contadino aveva davvero in casa.

La lingua vale una nota a parte. I versi suonano più italiani che abruzzesi, con le vocali finali cadute alla maniera di Gessopalena: per il canto d’amore solenne i cantori del paese pescavano spesso nella lingua dei libretti e delle arie, e la piegavano alla loro fonetica, così che abbandunà’ e pozz’ sta’ convivono con quel grand’ ardor’. Il furto del cuore, lo stare impressi nel petto, la supplica della pietà: ogni formula ha secoli di poesia d’arte alle spalle, e in bocca ai cantori gessani tutto tornava merce di paese, da consegnare sotto una finestra. Chi vuole controllare sulla carta trova il rispetto a pagina 12 del volume, tra l’Amami, bell’ letto su queste pagine in agosto e il saluto alle scale di una serenata che arriva qui tra due giorni.

Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario
Condividi
The Classical Rave Party, Enrico Melozzi, Romaeuropa Festival, 15 novembre
Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
Serpentario · rivista della Notte dei Serpenti
Comitato tecnico-scientificoFrancesca Florimbii · Gabriella Serafini Blasiotti · Elso Simone Serpentini
Hanno scrittoDaniela D’Alimonte · Lorenzo Pagano · Elso Simone Serpentini · Gabriella Serafini
Scrivi alla direzioneSegnalazioni, correzioni, proposte. Si legge tutto.
Serpentario, rivista di etnomusicologia della Notte dei Serpenti. Direzione Enrico Melozzi. Editore Orchestra Notturna Clandestina ETS, via Carlo Cattaneo 31, 00185 Roma. Aggiornamento quotidiano. Anno I, 2026. Registrazione presso il Tribunale di Roma, Sezione per la Stampa e l’Informazione, in corso.
I canti di tradizione orale sono anonimi: si cita sempre la raccolta da cui provengono.
Pubblicità
100 Cellos, Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi, Teatro Verdi di Pordenone, 16 ottobre 2026
100 CELLOS · Sollima e Melozzi
Teatro Verdi, Pordenone · 16 ottobre 2026, ore 20.30
Il discoLa Notte dei Serpenti 2026 · fuori ora su tutte le piattaforme
15 novembre · Santa CeciliaEnrico MelozziOrchestra Notturna ClandestinaNiccolò FabiGiovanni SollimaAlessandro BariccoAnastasioFasmaElsa LilaBanda dell’Esercito ItalianoGiuseppe AndaloroAlessandro CarbonareGloria CampanerMarta SollimaCarlotta DaliaEugenio DegiacomiRadmila NovozheevaCarlotta MaestriniEnrico MelozziOrchestra Notturna ClandestinaNiccolò FabiGiovanni SollimaAlessandro BariccoAnastasioFasmaElsa LilaBanda dell’Esercito ItalianoGiuseppe AndaloroAlessandro CarbonareGloria CampanerMarta SollimaCarlotta DaliaEugenio DegiacomiRadmila NovozheevaCarlotta MaestriniBiglietti su TicketOne →15 novembre · Santa CeciliaEnrico MelozziOrchestra Notturna ClandestinaNiccolò FabiGiovanni SollimaAlessandro BariccoAnastasioFasmaElsa LilaBanda dell’Esercito ItalianoGiuseppe AndaloroAlessandro CarbonareGloria CampanerMarta SollimaCarlotta DaliaEugenio DegiacomiRadmila NovozheevaCarlotta MaestriniEnrico MelozziOrchestra Notturna ClandestinaNiccolò FabiGiovanni SollimaAlessandro BariccoAnastasioFasmaElsa LilaBanda dell’Esercito ItalianoGiuseppe AndaloroAlessandro CarbonareGloria CampanerMarta SollimaCarlotta DaliaEugenio DegiacomiRadmila NovozheevaCarlotta MaestriniBiglietti su TicketOne →