Tre gruppi e le sentinelle: la serenata a dispetto
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Tre gruppi e le sentinelle: la serenata a dispetto
De Nino (1881) descrive la serenata a dispetto: tre gruppi, sentinelle ai capi della strada e versi come coltelli contro la promessa tradita.
3 Ottobre 20262 min di lettura

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Non tutte le serenate erano dichiarazioni: alcune erano rappresaglie. Nel secondo volume degli Usi e costumi abruzzesi (1881), a pagina 5, De Nino descrive la serenata a dispetto contro la donna che ha rotto la promessa, organizzata con criterio quasi militare: tre gruppi, con le sentinelle piazzate ai capi della strada, e nel gruppo dei sonatori lo sposo tradito che canta la sua requisitoria. I versi che De Nino trascrive non fanno sconti: «Tu sci ‘na vellanella de campagna: / E l’arte tua è d’annà’ fa’ legne», tu sei una villanella di campagna, e il tuo mestiere è andare a far legna, con la corda in cinta e l’accetta in mano.
Prima ancora, il cantore aveva regolato i conti con l’aritmetica dell’orgoglio: tu resti col fumo, io con l’arrosto, vediamo dove rimane il sapore. E l’avvertenza dell’etnografo chiude il quadro: la serenata a dispetto poteva finire «di pugni, di bastonate, di pietre e…. diciamolo, di coltelli!».
È il rovescio esatto del genere: stessa strada, stessi strumenti, stessa notte, ma la musica usata come gogna. La comunità assisteva e giudicava, perché il dispetto cantato era un atto pubblico, con testimoni. Sotto quelle finestre si decidevano reputazioni: la serenata era un tribunale, e il canto la sentenza.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

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