Una foglia d’olivo sulla pietra rovente
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Una foglia d’olivo sulla pietra rovente
Nell'ultima notte dell'anno le foglie d'olivo cadevano a una a una sulla pietra rovente del focolare: Finamore annota l'oracolo domestico del crepitio.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Nell’ultima notte dell’anno, scrive Finamore nel 1890, si lasciano cadere sulla pietra rovente del focolare, una alla volta, le foglie di un ramoscello d’oliva. In casa, intanto, si fa silenzio. Ogni foglia posata sul piano caldo porta con sé una domanda di chi la posa, e la risposta, quando arriva, va guardata e insieme ascoltata, perché una parte del responso sta negli occhi e una parte sta nell’orecchio.
La stessa pratica torna all’Epifania, con una differenza che riguarda la provenienza: le foglie, stavolta, vengono dal ramo d’olivo trovato alla fonte la mattina della festa e portato a casa insieme all’acqua nova. Se ne posa una sul piano rovente e se ne osservano i movimenti. Può bruciare quieta, consumandosi senza scatti, oppure torcersi e schioccare via. Nel comportamento della foglia sta la risposta. Il ramo della fonte, in questo modo, durava giorni interi di domande.
Il codice completo dei movimenti, Finamore non lo trascrive per intero, e chi legge oggi si deve fermare al gesto, che però basta da solo a ricostruire la forma del rito: persone raccolte intorno alla pietra, con una domanda in mente e gli occhi fissi su una foglia sola. Ogni casa aveva la sua pietra e le sue domande. L’attesa durava quanto dura una foglia su una pietra rovente. Pochi secondi, lunghissimi.
La parte sonora è quella che distingue questo oracolo domestico dagli altri. Prima l’orecchio, poi gli occhi. La differenza tra un esito e l’altro passava tra un silenzio, quello della foglia che si consuma quieta, e uno schiocco secco che faceva voltare tutti, senza nessuna voce umana in mezzo, perché chi aveva posato la foglia tratteneva la propria. Per qualche secondo, in cucina, l’unico suono ammesso era quello della foglia.
La pietra del focolare era l’angolo dei responsi di tutto l’inverno, la stessa su cui nei giorni di Natale si contavano le calende per pronosticare i dodici mesi e su cui, tra l’ultima notte di dicembre e i giorni dell’Epifania, il ramo della fonte tornava utile foglia per foglia. Due appuntamenti fissi ogni anno. Il resto dell’inverno la pietra tornava a fare il suo mestiere di sempre, scaldare e cuocere.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
