Bianca dal latte: la strada della Madonna sopra i tetti
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In onda·La Notte dei Serpenti·Ven 4 settembre·21.45·Rai 1Abruzzo
Bianca dal latte: la strada della Madonna sopra i tetti
Per i contadini d'Abruzzo la Via Lattea era la strada della Madonna in cerca del figlio, bianca del latte versato: la voce in Finamore, 1890.

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €

Tra le presenze della notte abruzzese, la più grande sta ferma in cielo, tesa da un capo all’altro del buio. Gennaro Finamore la registra a pagina 67 delle Credenze, usi e costumi abruzzesi del 1890, nel capitolo dedicato al cielo: la Galassia, per la gente di campagna, è la strada che percorse la Madonna quando cercava Gesù Cristo che disputava con i dottori, ed è «bianca dal latte» che la Vergine versò strada facendo. Poche righe. Dentro c’è un intero modo di guardare in su.
La scena cucita nella striscia di stelle viene dal Vangelo di Luca, il figlio dodicenne rimasto al Tempio a discutere con i dottori, la madre che lo cerca. La devozione popolare la prende e la allunga a misura di cielo: la ricerca diventa un cammino sterminato, e la madre che cerca è ancora una madre che allatta, tanto che il latte le si versa e resta lì, a segnare il tragitto per sempre. Nessun astronomo ha mai dato alla Galassia una spiegazione più materna. La paura della notte si attraversa meglio sapendo che la striscia lassù l’ha lasciata una madre in ansia. Una che cercava come cercano tutte.
Il bello è dove Finamore la mise. Sulla stessa pagina 67 sta l’altra strada di leggenda di queste settimane, quella che Pietro Baialardo fece costruire a Casoli in una notte da mille diavoli: sul foglio stanno insieme una strada di latte e una strada di pietra, una nata dall’ansia di una madre e una dal lavoro forzato dei diavoli. Chi compilava quelle pagine classificava senza volerlo il mondo di chi le aveva dettate: in alto la misericordia, in basso il patto, e in mezzo i paesi con i loro cammini veri.
Settembre è un buon mese per verificarla. Nelle prime ore della notte la striscia passa alta sopra i tetti, visibile a occhio nudo dove i lampioni lo permettono, e per vederla come la vedevano i contadini di Finamore basta una strada buia fuori paese. Loro ci leggevano un inseguimento tra madre e figlio lungo quanto il cielo. La voce sta a pagina 67, tra le stelle cadenti e le meteore, in un libro stampato a Palermo nel 1890.
Il testo è delComitato tecnico-scientifico del Serpentario

Un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico MelozziDomenica 15 novembre, ore 20 · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne →Vivaticket →da 30 €
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